L’ultimo saluto al prof. Nicola Sorgentone

discorso del prof. Sandro Melarangelo nella chiesa di Bellante (29 aprile 2007)

 

Carissimo Nicola siamo tutti qui a stringerci con affetto attorno alla tua famiglia per darti l’estremo saluto.

Sono sicuramente convinto di esprimere con i miei anche i sentimenti di cordoglio degli artisti venuti addolorati e colpiti dalle varie parti della provincia di Teramo, di Arte Teramo, e soprattutto dei colleghi del Liceo Artistico di Teramo. Penso anche di rappresentare il dolore dei tanti tuoi allievi che per oltre 30 anni hai educato all’arte e che non hanno mai dimenticato il tuo valido insegnamento.

I tuoi allievi ti aspettano, sono ancora lì tra i modelli Greco Romani e Rinascimentali, dove tu li hai lasciati poco prima di ricoverarti per la malattia che affrontasti con coraggio e con la tua solita ironia che serviva soprattutto agli altri che tu volevi non ti commiserassero.

Ti venni a trovare e mi inventai una scusa per non allarmarti, ma tu mi accogliesti con serenità rassicurante e con il sorriso di sempre, ironizzando persino sull’evento drammatico.

La cara moglie Annetta e le figlie ti circondavano di affetto, tu Nicola ti sentivi sicuro, tutelato dal calore famigliare e anche dagli amici che sono accorsi qui oggi a solidarizzare. Mi raccontasti della visita fatta giorni avanti dell’ex preside Nerio Rosa e delle risate che avevate fatto.

Di fronte a te noi tutti ci sentivamo in grande difficoltà ma tu sapevi sciogliere l’imbarazzo e ci mettevi sul piano della normalità. Eri tu a rassicurarci e iniziavi persino a progettare.

La tua vitalità, tra l’altro era proverbiale; non ti risparmiavi mai a organizzare per gli altri. Già qualche decennio scorso volesti far misurare gli allievi del Liceo Artistico in una esecuzione di un Murale proprio qui a Bellante, trovando anche i premi. Tu non pensavi solo alla tua arte, da didatta come eri volevi che i tuoi allievi potessero con quella esperienza avere già dei riconoscimenti.

Tanto ti desti da fare per collegare dei nostri allievi con scenografi nazionali, telefonavi ripetutamente e ti arrabbiavi tanto, quando vedevi insensibilità, e poi la tua straordinaria idea, sempre del territorio: la manifestazione a Ripattoni con la riscoperta e valorizzazione di un borgo dimenticato tra i più belli della provincia di Teramo con una mostra di arte contemporanea che volesti tu e che ne fosti l’artefice principe. Organizzatore generoso come mai nessuno ha fatto.

Dedicare l’iniziativa solo agli altri! Volesti onorare la mia famiglia con un omaggio a mio padre, a me e mio figlio Marino, tuo allievo prediletto.

Una manifestazione indimenticabile che sono sicuro vivrà in futuro nel tuo nome. Un addio, Nicola da parte di chi ti ha voluto bene e a cui tu hai dato tanto. Un addio di chi ricorda la tua umanità, il tuo amore per la famiglia, la tua devozione per l’illustre padre, per la tua città, (Teramo Nostra) che rappresento con il suo presidente, ha potuto conoscere il concerto bandistico Primo Riccitelli bellantese grazie a te che c’è lo segnalasti. Comunque un addio che non finirà però con questo giorno, triste e ingiusto.

Le tue opere pittoriche che si rinnovano con quell’elemento tecnico ceramico sperimentato e fatto proprio nella breve docenza a Castelli sono immagine figurative di amore per la tua terra che riproponevi impreziosendole sempre più, che finivano in vari enti pubblici e collezioni private perfino presso la Presidenza della Repubblica.

Ma l’addio che certamente non muore in questo giorno ingiusto e triste viene dal tuo insegnamento e dalla tua umanità. La tua lezione Nicola non è finita, le numerose generazioni di allievi da te formate proseguono nelle varie accademie italiane e nel futuro della loro ricerca artistica.

Addio collega amico fraterno, artista, generoso operatore culturale.

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