Il ricordo di Nicola Sorgentone

La testimonianza del prof. Sandro Melarangelo

(La registrazione audio è stata raccolta da Lucio De Marcellis il 1 dicembre 2007 nell’Aula Magna del Convitto Melchiorre Delfico nel corso della mostra del prof. Melarangelo dedicata al lavoro e al sindacalista Giuseppe Di Vittorio)

Nicola Sorgentone è identificato in artista di Bellante nella cui frazione, il borgo di Ripattone, è stata organizzata una mostra in suo nome.

Si fa coincidere il nome di Nicola Sorgentone con Bellante ma lui non era di Bellante, era nato a Castiglione Messer Raimondo, da una famiglia radicata nel Fino. Lo zio Riccardo Trequadrini fu vicesindaco, dalla Liberazione in poi, dell’amministrazione comunale di Castiglione M. Raimondo. Una bellissima figura; era stato un antifascista perseguitato.

Nicola viene identificato come artista bellantese perché sposò a Bellante Anna Melchiorre, era vissuto a Bellante e lì è morto. Oltre a essere insegnante al Liceo Artistico di Teramo, è vissuto a Bellante e nel borgo di Ripattone ha operato.

Ha svolto intensa attività in quest’ultimo paese, organizzando importanti rassegne, soprattutto per la valorizzazione dell’interessante nucleo storico. Ripattone è il paese di Aurelio Saliceti, borgo straordinario con una bellissima torre, col Palazzo Saliceti, il Palazzo Moruzzi, un centro ancora vivo, abitato. Sorgentone ha avuto quella straordinaria idea di organizzare, in quel luogo, una rassegna di arte aprendo, oltre al Palazzo Saliceti, anche i fondaci delle vecchie abitazioni. Purtroppo questa iniziativa che ebbe grande consenso di pubblico l’anno scorso all’inaugurazione (era il 2006) con attenzione anche dalla critica, purtroppo nella 2° edizione lui non è stato presente perché è scomparso. Ha avuto la felice idea di valorizzare, attraverso la pittura e i pittori, questo borgo antico del territorio di Bellante a cui teneva moltissimo. Nicola Sorgentone noi l’abbiamo conosciuto quando, ancora giovanissimo, venne a Teramo a insegnare nel Liceo Artistico allora diretto dal preside Nerio Rosa, quando il Liceo Artistico allogava nell’ex Seminario Aprutino, un luogo favoloso, bellissimo perché si stava al centro dell’Anfiteatro, si poteva osservare il limitrofo Teatro romano e la Cattedrale. Luogo bello ma soprattutto utile quella sede, per le estempore che si potevano fare osservando i resti archeologici dalle finestre o appena scendendo sotto con i ragazzi che dovevano disegnare dal vero e cominciare ad avere cognizione di elementi prospettici e architettonici dal vivo. Con Nicola abbiamo svolto intensa attività di didattica all’interno di quel primo Liceo Artistico, ma anche successivamente quando ci si trasferì in Via Diaz. Tutti e due insegnavamo la materia di Figura disegnata, lui alle prime classi e io alle seconde e terze, poi lui alle terze e quarte e io ritornato alle prime e alle seconde. Avevamo la stessa sezione, quindi i ragazzi che lui predisponeva al disegno per la sezione Accademica io poi me li ritrovavo all’interno della mia sezione. Avevamo lo stesso metodo. Vedevo questi ragazzi ben preparati e io potevo tranquillamente portarli avanti nello studio della Figura, anche al di là della programmazione didattica, nella Figura dipinta, che non era prevista dal programma didattico e che ci veniva consentito dal preside intelligente.

A Nicola io ho affidato mio figlio Marino che si era iscritto al Liceo Artistico; non poteva essere mio allievo quindi ho fatto fare a lui il docente in prima e seconda, poi in terza e quarta al prof. Vinicio Borgognoni.

Con il carissimo Nicola  Sorgentone, tra l’altro  molto vivace, spiritoso, sensibile, ha svolto un’attività didattica molto intensa; aveva uno straordinario rapporto con gli allievi che erano per lui quasi suoi carissimi amici. Tentava sempre di valorizzare i ragazzi anche al di là dell’attività didattica. Mi ricordo un’esecuzione di un murale in Bellante. Riuscì a ottenere dall’amministrazione comunale l’autorizzazione per l'utilizzazione di un muro in cemento con una scalinata e lì fece fare un dipinto murale ai suoi allievi che potettero svolgere questa prima attività pittorica direttamente all’aperto e in un murale. Ma non era soltanto un esercizio, era anche un incentivo per questi giovani allievi, perché riuscì a ottenere un finanziamento dall’amministrazione comunale dando loro dei premi.  

Abbiamo fatto ancora altre mostre e iniziative d’arte in Bellante dove l’amministrazione comunale riconosceva importanza al suo ruolo ritenendolo il rappresentante dell’arte locale. Aveva un buon rapporto con me, mi voleva sempre in giuria; in quelle occasioni ritrovavamo sempre gli ex allievi, già diplomati, che erano stati all’Accademia di Belle Arti e che cercavamo sempre di incoraggiare nel proseguire l’attività artistica con incentivi e premi, ridando loro fiducia, per questi giovani che, lasciato il Liceo Artistico, magari andati in Accademia dove non praticavano l’attività di studio della Figura e facevano iniziative più di arte concettuale, si sentivano un po’ frenati nello studio del vero che avevano fatto con noi quando li avevamo impegnati nell'esercizio di Figura sia dal modello in gesso che nello studio dai modelli viventi. Con il carissimo Nicola Sorgentone abbiamo avuto un bellissimo rapporto di attività didattica sia all’interno della scuola che all’esterno con le manifestazioni d’arte da lui organizzate.

Poi ci siamo ritrovati assieme - come potevamo non ritrovarci - nella costituzione dell’associazione Arte Teramo a cui lui ha partecipato sin dall’inizio facendo attività pittorica e anche il Corso di incisione. Fece con l’associazione varie esposizioni a Teramo, a Giulianova, a L’Aquila e in altre parti d’Abruzzo.

Ma una svolta per la sua attività pittorica c’è stata quando, per un breve periodo di tempo, fu trasferito all’Istituto d’arte di Castelli; per una questione soltanto relativa a punteggio in quanto al Liceo Artistico di Teramo c’erano persone più anziane di lui. Egli seppe utilizzare quella permanenza a Castelli approfittando in positivo di tutte le attività che venivano svolte in quell’operoso Istituto d’arte, non molto popolato da studenti però ricco di materiali per la didattica, con non solo l’argilla ma vari colori per ceramica e soprattutto la possibilità di cuocere nei forni le opere prodotte. Lì ha potuto sperimentare lo studio dello smalto ceramico e quindi avviare la realizzazione di ceramiche. I suoi disegni perfetti dal punto di vista architettonico e della prospettiva, dal chiaro gusto impressionistico che aveva già sperimentato nei gouache (guazzo) negli acquerelli, nei disegni, nelle chine, nelle pitture a olio, ha potuto poi impreziosire queste sue visioni, questi suoi paesaggi, realizzandoli in ceramica. Non si è limitato all’uso della ceramica a superficie piana ma ha voluto usare anche il coppo. Aveva sicuramente preso visione dei coppi fatti da uno dei massimi ceramisti castellani del novecento, nato a Philadelphia ma di famiglia bisentina e vissuto a Castelli con un grande ruolo di direttore dell’Istituto d’arte. Sto parlando di Serafino Mattucci. Nei coppi di Mattucci però ci sono delle visioni picassiane del coppo. Mattucci ha dipinto sui coppi gli uccelli notturni, gli animali della campagna che si rifugiano attorno ai casolari, che salgono sulle tegole, che cercano di inserirsi sotto alle tegole per entrare dentro la casa, con un chiaro gusto e con uno stilema chiaramente cubista, di sapore e gusto picassiano. Invece il nostro carissimo Nicola sul coppo dipinto sia nella parte esterna che nella parte interna (nella zona concava), ha dipinto i suoi paesaggi, le sue figure, che aveva già sperimentato sulle tele. Sentì la necessità di affrontare la forma plastica con questa sua pittura. Iniziò subito una serie di attività espositive con grande successo. So di esposizioni a L’Aquila e a Roma con consensi vari. So anche del dono fatto dall’Amministrazione Provinciale al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della sua venuta a Teramo.

Sorgentone non si limitava solo alla cura e alla valorizzazione della propria arte ma si impegnava anche per gli altri; l’ho visto nei confronti dei suoi allievi che considerava più meritevoli, anche nei confronti di mio figlio. Me lo ricordo una volta arrabbiatissimo per il fatto che una scenografa che egli aveva conosciuto a Roma e alla quale voleva indirizzare mio figlio, non gli rispondeva al telefono o era evasiva.

Quando nella sua lunga attività espositiva si misurò con gli altri in iniziative collettive fu sempre apprezzato. Pur stando a distanza dal punto di vista della ricerca artistica, seppe mantenere il giusto contatto con i suoi colleghi dei quali sapeva apprezzare comunque le qualità.

Siamo stati insieme in varie iniziative e anche nelle giurie per la valorizzazione dei ragazzi delle scuole medie ed elementari. Mi ricordo vari concorsi fatti a Silvi, come giudici, con il collega Walter Battaglia.

La nostra amicizia si strinse ancora di più quando feci scuola a sua figlia che poi ha proseguito gli studi a Roma alla facoltà di Architettura così come mio figlio che era suo allievo e che ha proseguito gli studi all’Accademia di belle Arti.

Ci vedevamo ogni mattina. Ogni mattina ci si scambiava non solo le battute ironiche ma soprattutto scambi di idee per l'attività didattica che svolgevamo, io in un’aula e lui in un’altra accanto.

E questa lunga amicizia è proseguita nel tempo, dal 1973 quando lui entrò nel Liceo Artistico, fino a quando io me ne andai in pensione.

Ci siamo seguitati a rivedere, si progettò il programma di sviluppo del borgo di Ripattone con una serie di manifestazioni d’arte. La prima manifestazione che fece, nella quale partecipavano una gran quantità di artisti, la volle dedicare a mio padre a me e mio figlio, la prima mostra omaggio, una cosa a cui tenne moltissimo. Altro omaggio lo volle fare allo scultore Daniele Guerrieri, altro nostro comune amico.

Faccio presente che ci sono due sezioni nell'iniziativa fatta a Ripattone: una espositiva di arte contemporanea e l’altra, un omaggio ad alcuni artisti.

Lui contava di fare un omaggio anche a Michele Cascella, cosa che poi è stata realizzata dai suoi amici collaboratori nella seconda edizione. Nell’ultimo periodo di tempo fece parte di un movimento chiamato Puraismo, assieme a Sergio Di Mattia e al prof. pittore arch. Devoti.

Altre testimonianze del nostro carissimo Nicola Sorgentone li possono dare i suoi amici, i colleghi che lo stimavano molto, l’arch. Walter Battaglia come pure il prof. Giorgio Piotti che sono stati suoi amici estimatori e colleghi, e le prof.sse Giselda Di Paolo e Alida Mascitti.

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