Antonio Alleva, Per Raymond

 

Raymond Di Vitantonio (Raymond André)

Nato in Belgio, nel 1956, in un villaggio di minatori dove il padre era emigrato per lavoro. Qui aveva compiuto i primi studi.

Tornato in Italia con i genitori, si era diplomato nel Liceo Scientifico Einstein di Teramo nel 1974 e laureato in Filosofia a Padova nel 1980.

Intrapreso l'insegnamento della Letteratura nelle scuole superiori della Lombardia, aveva in seguito ottenuto il trasferimento in Provincia di Teramo insegnando nell'Istituto d'Arte di Castelli e poi nel Liceo Artistico di Teramo, dove ha insegnato fino alla prematura scomparsa, avvenuta il 23 febbraio 2010.

La poesia era la sua grande passione. Con lo pseudonimo di Raymond André ha pubblicato due raccolte, che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti (Renato Giorgi 2004, Città di Montieri 2006) e suoi testi inediti hanno vinto premi o sono giunti finalisti in altri concorsi nazionali: S. Egidio 2001 e 2004, Poseidonia 2003, Anna Biella 2005, Fra.bo 2005 ed altri ancora. 

Quasi per uno scherzo del destino, nel 2007 era stato protagonista nel film del Liceo Artistico Compito in classe, con un amaro finale… (il regista Franco Di Domenico ha pubblicato due sintesi del video su Youtube:  parte_1 parte_2)

Alcune poesie di Raymond André:

Odissea

Navighiamo come punti nel Tempo

corpi nel grande oceano di una Memoria

che sovrana conduce i flutti

del nostro andare.

Per ascoltare il suo canto

bisogna legarsi all'albero maestro.

Potrebbe sedurre per sempre ciò che poco appartiene alla terra.

La quiete

mentre i viventi con gli ombrelli affrettano il passo
e lumache escono di casa lasciando nastrini di cristallo
sul selciato

non potresti credere che dopo un giorno di pioggia
pioggia dopo pioggia su pioggia
stanotte arrivi il sereno

noi qui seduti ad aspettarlo senza un ombrello
su questo gradino di casa né mia né tua

Blaton

   solo una volta ho sognato la terraferma

dietro un sellino di bicicletta

                    papo doveva andare a Blaton

mi portava con sé per qualche provvista   verso la zona franca

lì i viveri costavano meno e io non avevo mai lasciato

Rue des Étrangers per più di un quarto d'ora

mai nella vertigine di un ponte a strapiombo

sopra un canale di chiatte e dietro il sellino di una bicicletta

                                              si chiamava: Torpedò

aveva il freno a pedale e dovevi andarci dolce

per via dei copertoni     colpo morbido all'indietro

mi aggrappai ai suoi fianchi     l'attraversamento sterminato

fu più semplice

da allora ancora oggi disegno salvagenti sul cuore

a touts les enfants dù monde (1).

(1) traduzione: a tutti i bambini del mondo

vespro

il cielo è chiaro è da armonica a bocca e campi di cotone
io me ne sto con la mollica di pane rimasta
sul tavolo dell’ospite inatteso

a te mondieu che dicono sei il signore del granaio
l’imperatore del fiume e del mulino l’attento custode del lievito
del forno della semina della mietitura

ho poco da chiedere
un sans papiers non ha mai le carte in regola per farlo

dimmi però
di quel gomitolo di piume laggiù nel campo
del generoso ladruncolo che sfrulla tra le stoppie per un chicco
fammi sentire come lo suoni tu l’altro nome della terra

 

Nostro Signore delle tende 

    (poesia composta per il terremoto dell'Aquila 2009 e pubblicata postuma in "La parola che ricostruisce (poeti italiani per L'Aquila)",

a cura di Anna Maria Giancarli, Edizioni Tracce, p. 13) 

è vero c’est vrai credo Mondieu
almeno qui in terra credo je croi con l’amen sulle croci

nessun dubbio sulla Tua presenza qualcuno in più
sulla Tua onnipotenza sotto le ciel ordinaire
per via del dolore innocente

siamo il tempo di vedere passare le Tue varianti umane
dicono predilette

l’erede frugale il clandestino chiamato solo per caso
lo sfollato
parapetti sul mare

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