mentre i viventi con
gli ombrelli affrettano il passo
e lumache escono di casa lasciando
nastrini di cristallo
sul selciato
non potresti credere
che dopo un giorno di pioggia
pioggia dopo pioggia su pioggia
stanotte arrivi il sereno
noi qui seduti ad
aspettarlo senza un ombrello
su questo gradino di casa né mia né tua
Blaton
solo una volta ho sognato la terraferma
dietro un sellino di bicicletta
papo doveva andare a Blaton
mi portava con sé per qualche provvista verso la zona franca
lì i viveri costavano meno e io non avevo mai lasciato
Rue des Étrangers per più di un quarto d'ora
mai nella vertigine di un ponte a strapiombo
sopra un canale di chiatte e dietro il sellino di una bicicletta
si chiamava: Torpedò
aveva il freno a pedale e dovevi andarci dolce
per via dei copertoni colpo morbido all'indietro
mi aggrappai ai suoi fianchi l'attraversamento sterminato
fu più semplice
da allora ancora oggi disegno salvagenti sul cuore
a touts les enfants dù monde (1).
(1) traduzione: a tutti i bambini del mondo
vespro
il
cielo
è
chiaro
è da
armonica
a
bocca
e
campi
di
cotone
io
me
ne
sto
con
la
mollica
di
pane
rimasta
sul
tavolo
dell’ospite
inatteso
a
te
mondieu
che
dicono
sei
il
signore
del
granaio
l’imperatore
del
fiume
e
del
mulino
l’attento
custode
del
lievito
del
forno
della
semina
della
mietitura
ho
poco
da
chiedere
un
sans
papiers
non
ha
mai
le
carte
in
regola
per
farlo
dimmi
però
di
quel
gomitolo
di
piume
laggiù
nel
campo
del
generoso
ladruncolo
che
sfrulla
tra
le
stoppie
per
un
chicco
fammi
sentire
come
lo
suoni
tu
l’altro
nome
della
terra
(poesia composta per il terremoto dell'Aquila 2009 e pubblicata postuma in "La parola che ricostruisce (poeti italiani per L'Aquila)",
a cura di Anna Maria Giancarli, Edizioni Tracce, p. 13)

