LE STRUTTURE

     _____

 

DOVE SI TROVA

 _____

STORIA DEL LICEO

   
 

STORIA  DELL'EDIFICIO DEL LICEO ARTISTICO DI TERAMO 

(da una ricerca di Lucio De Marcellis)

L’edificio dove attualmente ha sede il Liceo Artistico di Teramo fu costruito nell'arco di un biennio, negli anni 1954 e 1955 (i lavori per la struttura dell'edificio furono completati nel dicembre 1955).

Lo stabile fu realizzato per ospitare la sede del Brefotrofio Provinciale che in precedenza era ospitato nei locali dell’attuale “Ravasco”, in viale Cavour. Quest’ultima costruzione, che si sviluppava su quattro piani, era inadatta allo scopo per "mancanza di ascensori e perché umida, fatiscente e senza ascensori". Si rendeva urgente reperire un'idonea sede per rispondere alle crescenti esigenze del Brefotrofio.

Dopo lunghe trattative, con atto di acquisto dell’ottobre 1948, la Deputazione Provinciale di Teramo (poi rinominata Amministrazione Provinciale)  acquistava dall’ing. Vincenzo De Cicco un’area in Via Diaz di estensione pari a 4876 mq, al prezzo (che oggi appare irrisorio) di 900 Lire al metro quadrato, ritenendo opportuno destinare quest’area all'edificazione del nuovo Brefotrofio (nota A).

Il luogo ricadeva in una zona salubre, circondato da ampie aree verdi, con poche altre costruzioni nei paraggi e sito nei pressi del centro urbano.

I tempi per la progettazione erano stretti. L’Ufficio Tecnico della Deputazione Provinciale non era pronto a concepire e disegnare entro tempi brevi (1 mese) un edificio particolare, unico nel suo genere nel territorio provinciale, che richiedeva innovazione nella pianificazione degli spazi e nella funzionalità.

Dopo una riflessione il Consiglio della Deputazione Provinciale decise di incaricare un esperto esterno: la scelta ricadde sull’ing. Sigismondo Montani, figura di grande prestigio, che era stato anche podestà del Comune di Teramo.

Il tecnico produsse gli elaborati richiesti nel termine assegnato (31/08/1949) (vedi nota B).

La spesa prevista era di 59.562.400 £.

Il problema che però si presentò in maniera irresolubile fu quello di reperire un finanziamento statale per la realizzazione dell’opera.

Ripetute richieste furono avanzate dalla Deputazione Provinciale al Ministero dei Lavori Pubblici che però rimandava sempre la deliberazione del  possibile finanziamento all’anno successivo, in quanto i fondi nazionali destinati allo scopo non erano sufficienti.

Considerata l'impellenza di dare al Brefotrofio un'idonea sede, ed essendo invano trascorsi quasi quattro anni dalla stesura del progetto, l’Amministrazione Provinciale prese la drastica decisione di realizzare l’edificio del Brefotrofio con i fondi destinati alla costruzione della caserma dei Vigili del Fuoco (nota C).

Per realizzare l’opera furono invitate dieci ditte locali o con sede nelle province limitrofe, secondo il metodo della licitazione privata. Tutte le ditte declinarono la proposta ritenendo i prezzi prospettati non remunerativi.

Successivamente, con trattativa privata,  si trovò l’accordo con la ditta “D.L. & D.P. Costruzioni e Lavori” con sede in Roma, che accettò l’appalto per la edificazione del Brefotrofio.

La direzione dei lavori venne affidata all’ing. Sigismondo Montani, già progettista dell’opera.

I lavori procedettero celermente e dopo un paio di brevi interruzioni resi necessari per approntare alcune modifiche (nota D), in data 12 dicembre 1955 venne redatto il verbale di ultimazione dei lavori (nota E).

Nel 1957 furono realizzate le cucine per la cottura dei cibi al piano semi-interrato, con apertura di una porta esterna nel lato ovest del fabbricato (fianco sinistro per chi guarda frontalmente l’ingresso). Inoltre venne realizzato un montacarichi per il trasporto delle vivande ai due piani superiori. Nell’ala sud-est venne aperta una porta per l’accesso al seminterrato, nel quale venne sistemato un locale per il deposito dei medicinali ad uso del “Laboratorio di Igiene e Profilassi”.

Nel 1958 furono eseguiti dei lavori per la sistemazione dell’alloggio del custode. Dalla fine del 1958 al piano rialzato (ala destra) vennero temporaneamente alloggiati alcuni uffici dell'Amministrazione Provinciale di Teramo (Presidenza, Ragioneria e Segreteria) in quanto la sede del Palazzo Provinciale in Via Milli era soggetta, in quel periodo, a lavori di sopraelevazione.

Nel 1959 furono pavimentati i viali dell’area annessa al Brefotrofio (nota H) e sistemato il giardino, con la piantumazione  del prato e la messa a dimora di piante adulte.

Negli anni ’60 a Teramo si concretizzava un sogno a lungo coltivato: quello di poter accogliere un centro universitario. La Libera Università abruzzese “G. D’Annunzio” per attivare due corsi di laurea pianificati, aveva però bisogno di idonei locali per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali sia amministrative che di insegnamento.  

L’Amministrazione Provinciale di Teramo accolse la richiesta di spazi, avanzata dall’Università, destinando nel 1962 il piano rialzato del Brefotrofio di Via Diaz a sede della nascente università. Nella parte posteriore dell’edificio fu creato un nuovo accesso dall’esterno ad uso indipendente del Brefotrofio che potendo utilizzare le due scale interne, consentiva la comunicazione diretta del piano seminterrato con il primo piano senza interferenze con il piano rialzato utilizzato dall’Università.

Il favorevole successo dell’istituzione universitaria fece aumentare il numero di iscritti rendendo necessario un incremento degli spazi necessari.

All’Università si cedettero quindi altri locali dell’edificio di Via Diaz: nel 1968 i vani al piano seminterrato, destinati alla collocazione della Biblioteca e di alcune attrezzature; successivamente il primo piano, nel quale il Brefotrofio si era nel frattempo ritirato.

Nel Brefotrofio alloggiavano anche le suore per l’assistenza dei bambini e nel 1962 era stata realizzata anche una cappella (1° piano ala sinistra).

Il Brefotrofio dovette quindi essere trasferito; per un periodo questo fu ospitato presso i locali del nuovo Liceo Scientifico di Teramo (dal 1 febbraio 1967 fino al mese di dicembre 1974), quindi fu traslocato presso la Casa di Riposo “De Benedictis” in Viale Crispi.

Nel 1970 venne realizzato il muro di recinzione posteriore, confinante con Via Pigliacelli con apertura di un accesso carraio per consentire il passaggio delle autovetture degli studenti e favorire una migliore circolazione delle stesse all’interno del cortile.  

L’ulteriore crescita dell’Università e la conseguente necessità di ampi spazi, trovò soluzione per oltre vent’anni, con l’utilizzo degli edifici dell’ex Ospedale civile in Viale Crucioli.

Intanto il nuovo Istituto Tecnico per Geometri “Carlo Forti” di Teramo (nota F),  affrancatosi dall’Istituto Tecnico Commerciale (Ragionieri) “Vincenzo Comi” a decorrere dal 1 ottobre 1976 ebbe la necessità di una sede propria. Fu scelto l’edificio di Via Diaz, liberato dall’Università e idoneo per lo svolgimento delle attività didattiche. Furono ospitate presso questo edificio le classi terze, quarte e quinte. Nell’ottobre 1978 fu inaugurata la nuova sede dell’Istituto Tecnico per Geometri di Teramo in Via Cona e l’edificio di Via Diaz fu liberato.

La struttura venne destinata, per la parte non più occupata, ad ospitare la sede del CIM (Centro di Igiene Mentale) e nel 1980 furono eseguiti dei lavori di adattamento di alcuni locali del 1° piano per la sistemazione anche del Centro Foniatrico e Centro Odontoiatrico del CIM.

Nel 1981 si concessero, in comodato d’uso, alla Cooperativa “Philadelfia” i locali al piano rialzato, ala est (sulla destra per chi entra dall’ingresso principale), in precedenza adibiti a sede del Centro Medico e di Assistenza Sociale (C.M.A.S.).  Per un breve periodo alcuni locali furono assegnati al Centro per la  rieducazione motoria (dal 1992 al 1996).

Quando, nel 1990, i locali dell’ex Seminario dovettero essere liberati per far fronte ai lavori di ristrutturazione e per tornare ad uso degli uffici del Vescovo, al Liceo Artistico fu assegnata, quale sede definitiva l’edificio dell’ex Brefotrofio di Via Diaz che risulta essere la attuale e definitiva collocazione.

Il trasferimento fu fatto nell’aprile 1990.

Nel 2002 anche la parte dell’edificio utilizzata dalla Cooperativa “Philadelfia”  fu liberata e fu dato inizio ai necessari lavori di ristrutturazione dei locali, completati nel maggio 2003 (nota G).

Con i suddetti lavori, il piano seminterrato è stato reso completamente agibile, con incremento del numero di aule, dei laboratori e dei servizi a disposizione per le attività scolastiche e un aumento dell’altezza dei locali. Sono state anche realizzate opere per il miglioramento della sicurezza, con nuove vie di fuga, scale di sicurezza esterne in acciaio, impianti a norma ed è stato inoltre realizzato il cablaggio di tutte le aule (consistente nella posa in opera dei cavi per la creazione della rete informatica interna e di collegamento a Internet).

È stata realizzata anche una Sala Conferenze ed Esposizioni, destinata ad ospitare Mostre d’arte aperte anche ad artisti e al pubblico esterno, il bar a uso interno, la Biblioteca. 


 

NOTE:

A) Già nel novembre 1946 la Deputazione Provinciale deliberava di dar corso all’iter per la costruzione di un edificio da destinare all’«Istituto Provinciale per l’assistenza della prima infanzia». Il terreno acquistato dalla Deputazione Provinciale proveniva da una precedente compravendita del 1° marzo 1948 con la quale Antonio Cerulli aveva venduto l’area all’ing. Vincenzo De Cicco.  

B) Il progetto del nuovo Brefotrofio elaborato dall’ing. Sigismondo Montani prevedeva una capienza di 60 posti letto per ricoverati. La relazione tecnica allegata al progetto è di seguito riassunta. Al piano seminterrato, utilizzato parzialmente, si prevedevano tre parti: la prima adibita ai servizi di cucina ed era, mediante montavivande, in diretta comunicazione con i refettori delle suore, delle madri e dei divezzi. Attigui alle cucine si prevedevano anche il magazzino viveri e il refettorio per il personale di lavoro. La seconda parte del seminterrato doveva essere destinata ai servizi di lavanderia. La terza parte era infine adibita ai servizi di caldaie per riscaldamento. Piano rialzato.  Al centro del padiglione, in corrispondenza dell’ingresso principale verso la Via Diaz, munito di portico, era prevista la portineria e la camera per attesa e parlatorio. L’ala destra conteneva l’accettazione, l’ambulatorio e i servizi relativi, forniti d’ingresso a parte, in corrispondenza della retrostante Via Pigliacelli, in modo da garantirne la necessaria riservatezza. In diretta comunicazione con l’accettazione e precisamente con la sala per la visita pediatrica, si prevedeva il reparto d’isolamento per n. 6 posti letto, dotato dei necessari servizi autonomi. In prossimità, poi, della stessa accettazione e dell’ambulatorio si prevedevano i servizi clinici necessari (raggi x, terapia fisica ed analisi). Nell’estremità dell’ala destra (o sinistra?)  si prevedeva l’abitazione delle suore, e, contigue ad essa, la cappella e la camera mortuaria.  Al centro dell’edificio, poi, lungo la fronte posteriore, si prevedeva la scala principale, quella di servizio per lo scantinato, il locale per le infermiere, ripostiglio e gabinetti. Un comodo montalettighe era previsto in pozzo di corsa a parte, a lato della scala principale. Nella parte centrale dell’edificio, oltre al portico anzidetto situato al centro in corrispondenza dell’ingresso, si prevedeva lungo le ali una veranda coperta a servizio delle sale ad essa prospicienti. Primo piano. Secondo il progetto questo piano doveva essere organizzato come una “divisione” completa per ricoverati, con due “sezioni”: una per i divezzi e l’altra per le madri ed i lattanti. In entrambe le sezioni erano previsti solo 6 posti letto. Sia i tramezzi tra le camere da letto che quelli tra le camere stesse ed i corridoi, dovevano essere forniti di larghe zone in vetro in maniera da rendere possibile la sorveglianza di tutto il reparto da un qualunque punto del corridoio o da una qualsiasi camera. Le camere poi, erano, secondo il progetto, contigue ad una veranda aperta ma coperta per permettere la cura elioterapica dei bambini.  Nell’ala destra, in prossimità delle camere da letto, si prevedevano i refettori, sia dei divezzi che delle madri, serviti da una “office” in diretta comunicazione con la cucina a mezzo di montavivande. Nell’ala sinistra si prevedeva la “sezione Madri e lattanti” e in fondo a questa ala, sulla destra, tutti i servizi relativi all’assistenza ostetrica delle madri (sala per parti ed annessi) nonché la cameretta per le culle termostatiche dei prematuri. Tra le due sezioni, ed in posizione centralizzata, si dovevano trovare gli ambienti di soggiorno, prospicienti alla comoda veranda coperta e chiudibile a vetri anche per l’uso a solario invernale.

C) Con delibera n. 60 (seduta del 29/4/1953) la Giunta Provinciale approvò il progetto del Brefotrofio redatto dall’ing. Sigismondo Montani, il cui importo era nel frattempo salito a 69.900.000 £. Di tale spesa, £. 52.000.000 dovevano essere prelevati dal fondo già disponibile destinato alla costruzione della caserma dei Vigili del Fuoco, e la restante somma di £. 17.900.000 doveva essere prelevata dall’avanzo di amministrazione del bilancio 1952. Con la stessa delibera si decise di appaltare i lavori di costruzione del Brefotrofio mediante licitazione privata con metodo delle offerte segrete.

D) Con lettera prot. 5020 del 27 aprile 1954, l’ing. Montani pregava l’Amministrazione Provinciale di modificare la tipologia della fondazione preventivata in quanto la natura del terreno non ha risposto alle previsioni, e proponeva l’adozione di “zatteroni in cemento che realizzavano anche il vantaggio di disporre di una struttura perfettamente rigida e collegata nelle sue parti”. L’ing. Montani proponeva inoltre di ubicare l’edificio più a monte, con conseguente aumento degli scavi di splateamento generale”.

E) La spesa per la realizzazione del fabbricato nel frattempo aveva raggiunto l’importo di 88.789.811 £. al netto del ribasso d’asta del 3,55% .

F) La intitolazione dell’Istituto Tecnico per Geometri di Teramo all’ingegnere teramano  Carlo Forti (n. 29-7-1766; m. 27-3-1845) fu decretata con provvedimento del Provveditore agli Studi di Teramo del 15 febbraio 1982, n. 3181 sez. 2°, che nel suo unico articolo, così dispone: “L’Istituto Tecnico Statale per Geometri di Teramo è intitolato al nome di Carlo Forti”.

G) LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE DELLA SEDE

            PROGETTO

A riguardo, la Giunta Provinciale ha approvato in data 25-07-2000 il progetto esecutivo redatto, con il coordinamento del Dirigente dell'Ufficio Tecnico ing. Domenico Di Giovannantonio, dai seguenti tecnici dell'Ente: ing. Filippo Muscelli, geom. Roberto Bachetti, geom. Gianni D'Andrea, geom. Nicola D'Innocente e geom. Gianni Lucidoni. L'incarico per il coordinamento in materia di sicurezza sul cantiere è stato affidato all'arch. Patrizia Fulgenzi, professionista esterna.

IMPRESA

I lavori sono stati affidati in appalto alla ditta I.C.I.E.T. di Castelli.

CRONOLOGIA

I lavori hanno avuto inizio nel mese di marzo dell'anno 2001 e sono stati ultimati nel mese di

maggio 2003.

FINANZIAMENTO

L'intervento del costo complessivo di circa 1.300.000 Euro è stato finanziato nel modo seguente:

-  per circa 835.000 Euro con fondi provinciali;

- per circa 465.000 Euro con fondi statali (L. 23/96).

LAVORI

Le nuove opere che si sono realizzate si possono così sintetizzare:

- Sicurezza e riscaldamento:

- Impianto antincendio;

- Due scale metalliche esterne per la sicurezza verso l'esodo di emergenza;

- Ascensore oleodinamico ed altre opere per portatori di handicap (abbattimento barriere

architettoniche);

- Nuove linee ed elementi radianti per l'impianto di riscaldamento;

- Nuovo gruppo di pompaggio per l'impianto di riscaldamento;

- Nuovo bruciatore a gas, sostitutivo di quello a gasolio preesistente;

Opere idrauliche ed igieniche:

- Realizzazione per ogni piano di gruppi di bagni completi di tutte le apparecchiature e distinti per sesso;

- Nuove tubazioni di adduzione acqua calda e fredda;

Opere elettriche:

- Rifacimento completo dell'impianto elettrico eseguito secondo le norme vigenti e completo

di quadro generale, quadretti di piano con interruttori differenziali e magnetotermici;

- Fornitura e posa in opera di plafoniere per illuminazione, anche di emergenza, per ogni

locale.;

-          Impianto di messa a terra dell'edificio.

 

Le ulteriori opere di rilievo che si sono realizzate sono:

- Nuove pavimentazioni di aule,uffici e corridoi;

- Nuove finestre complete di vetri isolanti e antisfondamento;

- Ripristino delle pareti interne ed esterne;

- Rifacimento del manto di copertura del tetto, dei canali di gronda e dei pluviali;

- Sistemazione e ampliamento degli spazi esterni adibiti a parcheggio, a viali e aree di sosta e di manovra.

A seguito dei lavori di cui sopra il totale delle aule sono 20 di cui 13 sono aule speciali e 7 sono di cultura generale.

Oltre alle aule sono state realizzate:

La biblioteca al piano rialzato;

La sala professori al piano interrato;

Il locale bar al piano interrato;

Una sala polifunzionale al piano interrato;

Una sala per il lavoro in gesso al piano interrato.

N° 4 locali destinati a uffici di segreteria e ufficio di presidenza.

La situazione precedente al prospetto realizzato era: n° 14 aule di cui 9 speciali e 5 di cultura generate, un locale adibito a presidenza e un locale diviso in due destinato a uffici di segreteria e direttore amministrativo.

 

H) Giammario Sgattoni, che negli anni '50 e '60 abitava nella casa adiacente il brefotrofio (oggi sede del Liceo Artistico), nella sua malinconica poesia Una luce (Teramo, ottobre 1962), ci trasmette l'atmosfera vissuta dagli ospiti di quella struttura nei versi:

"...vivo solo del lamento di bimbi in brefotrofio..."

e più avanti, quando ci rende partecipi sui

"...giuochi rari dei fanciulli".


BIBLIOGRAFIA:

-   GIULIO DI FRANCESCO, in Spunti e Appunti per la storia dell’Istituto, «La scuola nella società», Teramo, Istituto Tecnico per Geometri “C. Forti”, 1985, pp. 7-13;

-   AA.VV, Guido Montauti, Vallecchi, 2002;

 

RICERCHE DI ARCHIVIO:

- Archivio dell'Amministrazione Provinciale di Teramo 


 

 

foto1

foto2

foto3

foto4

foto5

foto6

foto7

foto8

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia del Liceo Artistico di Teramo

Storia dell'edificio

Foto edificio anni 60

Intervista al 1° preside Nerio Rosa

Intervista al 2° preside Vincenzo Rofi

Intervista al prof. Sandro Melarangelo

Una poesia di Giammario Sgattoni